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Ibrida plug-in usata: quanto vale la batteria?

Un’ibrida plug-in ha una batteria parecchie volte più piccola di quella di un’auto elettrica, ricaricata molto più spesso. Invecchia in modo diverso, la sua garanzia è spesso più breve e quasi nessun annuncio ne dice lo stato.

L’essenziale

  • Più ha viaggiato in elettrico, più la batteria è invecchiata. È il contrario di ciò che ci si aspetta: un’ibrida plug-in ricaricata ogni giorno ha fatto lavorare la sua piccola batteria molto più di un’altra.
  • La garanzia della batteria non è quella di un’elettrica. Va da 6 a 8 anni secondo la marca, e diversi costruttori non garantiscono alcuna capacità minima.
  • Esistono dei riferimenti. A 100.000 km, gli esperti dell’ADAC si aspettano almeno il 88 % della capacità d’origine.
  • Il dato si misura, non si indovina. Fallo accertare prima di comprare: fuori garanzia, una batteria costa diverse migliaia di euro.

1. Una batteria piccola che lavora molto

La batteria di un’ibrida plug-in è nell’ordine dei dieci chilowattora: 9,8 kWh su una Renault Captur E-Tech ibrida plug-in, secondo Renault. Quella di un’auto elettrica ne ha comunemente cinque volte tanto. Per percorrere la stessa distanza con l’elettricità, quella piccola si scarica e si ricarica quindi molto più spesso.

È ciò che misura lo studio pubblicato dall’automobile club tedesco ADAC il 5 novembre 2025, su 28.500 ibride plug-in testate con Aviloo: le loro batterie sono «relativamente piccole e ricaricate di conseguenza più spesso», e le auto che viaggiano molto in elettrico hanno in media uno stato di salute nettamente più basso di quelle che viaggiano poco in elettrico.

Lo studio non è per questo allarmista. Per la maggior parte delle auto analizzate, conclude che la batteria dovrebbe durare una vita media del veicolo. Ma a parità di chilometraggio, gli scarti da un’auto all’altra sono notevoli: decide l’uso, non il contachilometri.

2. Chiedi come è stata usata

Due ibride plug-in della stessa età e dello stesso chilometraggio possono avere due batterie molto diverse. La prima, ricaricata ogni sera, ha viaggiato soprattutto con l’elettricità: il suo motore termico è poco usurato, la sua batteria lo è di più. La seconda non è quasi mai stata collegata alla presa: la sua batteria ha lavorato poco, ma il motore a benzina ha fatto tutto, portandosi dietro il peso della batteria.

Il secondo profilo è frequente. Secondo le rilevazioni di bordo analizzate dalla Commissione europea nel 2024, le ibride plug-in immatricolate nel 2021 emettono su strada 3,5 volte la CO2 della loro omologazione, perché vengono ricaricate e guidate in modalità elettrica molto meno del previsto. Le auto aziendali, numerose sul mercato dell’usato, sono le prime interessate: l’ICCT stimava nel 2022 la loro quota di guida elettrica tra l’11 e il 15 %, contro il 45-49 % delle auto dei privati.

Chiedi dunque al venditore: dove veniva ricaricata l’auto, e con quale frequenza? Una wallbox a casa, le fatture di ricarica o uno storico nell’app del costruttore valgono più di una risposta a memoria. Nessuna delle due storie esclude un’auto; semplicemente non si trattano allo stesso modo.

3. Quale stato di salute aspettarsi

Lo stato di salute (SoH) è la capacità che resta alla batteria, in percentuale della sua capacità d’origine. Sulla base delle loro misurazioni, gli esperti dell’ADAC ritengono che un’ibrida plug-in dovrebbe mostrare almeno:

ChilometraggioStato di salute atteso
50.000 kmalmeno il 92 %
100.000 kmalmeno il 88 %
150.000 kmalmeno il 84 %
200.000 kmalmeno il 80 %

Sono soglie raccomandate, non medie misurate: l’ADAC pubblica le sue medie solo in forma di grafici. Un’auto al di sotto non è guasta, ma la sua batteria è invecchiata più in fretta di quanto ci si possa aspettare, e questo si discute nel prezzo.

Su una batteria di queste dimensioni, ogni punto conta: all’80 % di stato di salute, un’autonomia elettrica di 50 km all’origine scende intorno ai 40 km, ancora prima dell’effetto del freddo.

4. Una garanzia più breve, e spesso senza capacità garantita

Su un’auto elettrica, la regola è quasi ovunque di 8 anni o 160.000 km, con una capacità minima garantita intorno al 70 %. Su un’ibrida plug-in, nulla di tutto ciò è scontato. L’ADAC rileva garanzie da 6 a 8 anni e da 100.000 a 160.000 km, e nota che una capacità minima spesso non è indicata, oppure è fissata molto in basso.

Le condizioni cambiano da un paese e da una marca all’altra: chiedi al costruttore, con il numero di identificazione del veicolo, quanto dura la garanzia della batteria e quale capacità minima garantisce, se ne garantisce una.

5. Quanto costa una batteria fuori garanzia

Batteria piccola non vuol dire conto piccolo. L’ADAC colloca una riparazione fuori garanzia tra diverse migliaia di euro e oltre diecimila, secondo il modello.

L’unico listino pubblicato da un costruttore che abbiamo trovato è quello di DS in Francia, riportato da Automobile Propre nel novembre 2022: 8700 € per la batteria da 12,4 kWh della DS 4, 9950 € per quella da 14,2 kWh della DS 7, 10.950 € per quella da 15,6 kWh della DS 9. Per chilowattora, è circa il doppio di una batteria di auto elettrica.

Un’ibrida plug-in di sette o otto anni può quindi avvicinarsi alla fine della garanzia con una batteria la cui sostituzione varrebbe una buona parte del prezzo dell’auto. È il motivo per farla misurare prima di comprare, e non dopo.

6. Far misurare la batteria prima di comprare

La misurazione indipendente esiste per le ibride plug-in: Aviloo, i cui test sono serviti allo studio dell’ADAC, dichiara di coprire oltre il 96 % delle auto elettriche e ibride plug-in. Il risultato è una percentuale di stato di salute, da confrontare con i riferimenti qui sopra.

Non è stato possibile confermare alla fonte alcun certificato di stato di salute rilasciato da un costruttore per un’ibrida plug-in.

7. Ciò che non si applica a un’ibrida plug-in

  • Il passaporto della batteria del 2027. Coprirà anche le batterie delle ibride, ma solo quelle immesse sul mercato dal 18 febbraio 2027: un’auto usata di oggi non lo avrà.
  • Il nostro verificatore. È tarato su auto elettriche, le cui batterie invecchiano in modo diverso. Non lo applichiamo alle ibride plug-in: una stima sbagliata sarebbe peggio di nessuna stima.

Domande frequenti

Quanto dura la batteria di un’ibrida plug-in?

Secondo lo studio dell’ADAC pubblicato nel novembre 2025 su 28.500 ibride plug-in, la batteria della maggior parte di esse dovrebbe durare una vita media del veicolo. Gli scarti sono però notevoli a parità di chilometraggio: un’auto che ha viaggiato molto con l’elettricità ha fatto molti più cicli di ricarica, e la sua batteria è invecchiata di più.

Quale stato di salute per un’ibrida plug-in con 100.000 km?

Gli esperti dell’ADAC raccomandano almeno l’88 % della capacità d’origine a 100.000 km, il 92 % a 50.000 km, l’84 % a 150.000 km e l’80 % a 200.000 km. Sono soglie consigliate all’acquisto, non medie misurate.

Quanto costa sostituire la batteria di un’ibrida plug-in?

Secondo l’ADAC, da diverse migliaia di euro a oltre diecimila secondo il modello. DS ha pubblicato nel 2022 in Francia listini da 8.700 a 10.950 € per batterie da 12,4 a 15,6 kWh, circa il doppio per chilowattora rispetto a una batteria di auto elettrica.

Fonti: ADAC, «Plug-in-Hybrid: Akku-Alterung», 5 novembre 2025; Commissione europea, relazione COM(2024) 122 del 18 marzo 2024; ICCT, «Real-world usage of plug-in hybrid vehicles in Europe», giugno 2022; Renault Group per la capacità della Captur; Automobile Propre, 11 novembre 2022, per i listini DS; Aviloo. Verificato il 2 ottobre 2026.

Sei indeciso con un’auto elettrica?

Per chi viaggia soprattutto con l’elettricità, l’ADAC pone la domanda: un’auto elettrica non sarebbe più adatta? La sua batteria è garantita più a lungo, e il suo stato di salute si stima a partire dall’età e dal chilometraggio.

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